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	<title>Maria Luisa Villa Archivi - TRIAL Guerini</title>
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		<title>Scienza è democrazia</title>
		<link>https://test.guerini.it/prodotto/scienza-e-democrazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2020 09:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Affermare che la scienza non sia democratica è un esercizio tanto comune quanto profondamente errato, perché fraintende la natura della ricerca e ne ignora la storia. La scienza moderna, affermatasi in Europa con la rivoluzione del 1600, affonda le sue radici nelle <em>polis</em> della Grecia antica, dove emersero le condizioni di libertà intellettuale che l’hanno resa possibile. La rivoluzione dell’età barocca, impostando la ricerca come processo aperto, fondato sulla comunicazione pubblica dei risultati, diede avvio alla formazione di una rete informale tra <em>pari</em>, che negli anni si arricchì di prestigio e funzioni e prese il nome di <em>comunità scientifica</em>.<br />
Il consenso della comunità dei <em>pari</em> è l’arbitro ultimo del valore di una ricerca, perché la scienza richiede l’evidenza dei fatti, ma è la decisione collettiva della comunità a stabilire se questa evidenza è sufficiente per far accettare una nuova ipotesi. Chi vuole fare scienza deve rispettare questi principi: chi non li rispetta se ne mette fuori. L’<em>ethos</em> internamente democratico della scienza è stato violato più volte ma ha saputo auto-correggersi e si conserverà fino a che i risultati rimarranno pubblici e gli scienziati potranno continuare a giudicarli apertamente.</p>
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		<title>La scienza sa di non sapere</title>
		<link>https://test.guerini.it/prodotto/la-scienza-sa-di-non-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2020 16:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>La scienza e le sue applicazioni tecnologiche permeano la vita quotidiana, entrano nelle citt&#224; e nelle case e invadono il dibattito pubblico. Pochi sono per&#242; preparati a comprenderne il modo di operare, perch&#233; la divulgazione privilegia la semplice illustrazione dei fatti, a discapito dei principi generali che danno senso ai fatti stessi.&#160;</span><br /><span>La scienza si fonda sull&#8217;evidenza, ma &#232; la decisione della comunit&#224; scientifica a stabilire se questa evidenza &#232; sufficiente per fare accettare una nuova ipotesi e una nuova scoperta. Il consenso, codificato dalla revisione dei pari (peer review), conferisce alle conoscenze scientifiche un&#8217;autorit&#224; che trascende quella dei singoli scienziati.&#160;</span><br /><span>Pur non avendo certezze assolute, la scienza &#232; il mezzo pi&#249; potente di cui l&#8217;uomo dispone per discernere tra fatti e fantasie, tra razionale e irrazionale. Familiarizzare tutti con i criteri di accreditamento dell&#8217;evidenza scientifica &#232; un compito urgente: gli scienziati non possono semplicemente spiegare quello che conoscono, ma devono dire come lo conoscono, in modo che diventi chiaro che la fiducia nella scienza non &#232; cieca ma &#232; basata sulla valutazione critica delle prove. Se questa consapevolezza non &#232; sufficientemente diffusa, il dialogo con il pubblico si trasforma in uno sterile scontro che alimenta polemiche devastanti, come quelle recenti sull&#8217;uso dei vaccini o sui rischi del riscaldamento globale.</span></p>
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