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	<title>memorie Archivi - TRIAL Guerini</title>
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		<title>Parole trafugate</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che cosa significa tenere di nascosto un diario in un campo di lavoro dove tutti i giorni vieni perquisito e vivi sotto la costante minaccia di ricatti e punizioni esemplari? Quale incoercibile determinazione può spingerti a registrare nella scrittura questa esperienza e a cercare di diffondere la tua testimonianza al di là del filo spinato? [&#8230;]</p>
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		<title>Memorie di guerra</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 16:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Non ci sono e non ci sono mai state guerre giuste: per quanto vengano giustificate, sono tutte antiumane». Le memorie di Nikulin sono un resoconto crudo e onesto non soltanto della vita al fronte, dove gli uomini si imbarbariscono, perdono i propri capisaldi morali e rischiano di trasformarsi in bestie, ma anche degli effetti devastanti [&#8230;]</p>
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		<title>Quasi tre anni</title>
		<link>https://test.guerini.it/prodotto/quasi-tre-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mv]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 12:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Mi sono commossa nell’apprendere che in questi giorni tragici, nella città assediata, sotto le bombe, Šostakovič compone una sinfonia. [&#8230;] Significa che l’arte non è morta: essa continua a vivere, a risplendere e a riscaldare il cuore». Quasi tre anni è una testimonianza in presa diretta dei novecento giorni dell’assedio di Leningrado. Vera Inber resta [&#8230;]</p>
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		<title>L&#8217;arte in rivolta</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 07:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le memorie di Nikolaj Punin, che si focalizzano sul 1917, anno cruciale per le sorti individuali e collettive in Russia, ripercorrono gli anni irrequieti e turbinosi delle avanguardie artistiche attraverso i vividi ritratti di alcuni dei suoi protagonisti come Chlebnikov, Majakovskij, Larionov, Malevič e Tatlin. Coinvolto in prima persona nell’organizzazione della vita artistica di Pietrogrado, Punin ricostruisce gli eventi storici e politici di cui è diretto testimone, alternando intensi flashback autobiografici e resoconti di cronaca politica, articoli di giornali e documenti ufficiali a brillanti descrizioni della vita quotidiana e riflessioni sull’estetica, l’arte e la filosofia. Dal 1914 frequenta assiduamente l’«Appartamento n. 5», dove vive il pittore Lev Bruni, conservatore dell’Accademia di Belle Arti, con il quale costruisce un profondo sodalizio. L’aria dell’«Appartamento N. 5» è letteralmente impregnata di idee rivoluzionarie. Questi fermenti innovatori, la libertà nella sperimentazione e l’affermazione del valore rivoluzionario della creazione artistica, saranno determinanti nella formazione di Punin come teorico della nuova arte. Nell’appartamento, ubicato nella sede dell’Accademia, s’incontra il fiore dell’intelligencija artistica della capitale; qui, tra appassionate dispute teoriche, si va formando l’arte delle avanguardie e si vanno delineando i nuovi fondamenti estetici che Punin avrebbe difeso con rigore nella sua parabola esistenziale e intellettuale e nella sua produzione.</p>
<p>&#160;</p>
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		<title>Leningrado</title>
		<link>https://test.guerini.it/prodotto/leningrado/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mv]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 21:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>«Al mattino, la gente veniva a sapere cos’era successo nella notte. </em><br />
<em>Vedeva le case sventrate e i corpi selvaggiamente strappati alla vita, </em><br />
<em>e rabbrividiva d’orrore di fronte a quanto era accaduto».</em></p>
<p>Le <em>Memorie di un assedio</em> di Lidija Ginzburg offrono al lettore una straordinaria testimonianza sui novecento giorni dell’assedio di Leningrado. Quello della Ginzburg non è solo un diario, ma anche una riflessione filosofica sul comportamento dell’individuo costretto a misurarsi con una condizione estrema. Protagonista della narrazione è un intellettuale denominato N, quasi un alter ego maschile della stessa autrice. N diventa il simbolo della resilienza e della forza vitale dell’individuo che lotta quotidianamente per preservare la propria dignità, la libertà di pensiero e il diritto a esistere malgrado la degradazione e la sofferenza disumanizzante, tipiche della condizione degli assediati. La Leningrado in cui vive N è una città trasfigurata dalla guerra e dall’assedio, isolata, attanagliata dal gelo e dalla fame, un luogo di devastazione e di morte, dove la vita quotidiana scorre in circolo e tutte le azioni sono finalizzate alla sopravvivenza. Ma al tempo stesso il legame con Leningrado è indissolubile e la città sopravvive grazie alla resistenza dei suoi abitanti.</p>
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