
Italia chiama e-government
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A partire dall’affermazione, contenuta nel titolo, che l’esperienza dell’e-government in Italia è contrassegnata da un insufficiente ritorno – in termini di innovazione propriamente detta – degli investimenti tecnologici, il lettore viene invitato ad un percorso di analisi e di proposta per il futuro. Attraverso l’evidenziazione delle barriere ad un corretto sviluppo dell’e-government, e la ripresa delle strategie attuali, si perviene alla proposizione di due grandi discontinuità necessarie per il futuro: programmi e progetti per «servire» il Cittadino da un lato, e progetti impostati «diversamente» dall’altro.
A partire dall’affermazione, contenuta nel titolo, che l’esperienza dell’e-government in Italia è contrassegnata da un insufficiente ritorno – in termini di innovazione propriamente detta – degli investimenti tecnologici, il lettore viene invitato ad un percorso di analisi e di proposta per il futuro. Attraverso l’evidenziazione delle barriere ad un corretto sviluppo dell’e-government, e la ripresa delle strategie attuali, si perviene alla proposizione di due grandi discontinuità necessarie per il futuro: programmi e progetti per «servire» il Cittadino da un lato, e progetti impostati «diversamente» dall’altro.
| Titolo | Italia chiama e-government |
|---|---|
| Sottotitolo | Molta tecnologia, poca innovazione, ancora troppa distanza dal cittadino |
| Autore | Aldo Romano, Lanfranco Marasso, Mario Marinazzo |
| Edizione | Guerini Next |
| Pagine | 190 |
| ISBN | 9788862500487 |
