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	<title>Anna Zinola Archivi - TRIAL Guerini</title>
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		<title>Io compro a casa</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il boom dell’e-commerce e la rivincita dei negozi di vicinato. Il crollo delle vendite dei prodotti di lusso e la crescita vertiginosa di disinfettanti e mascherine. Il delivery di quasi tutto: cibo, gelato, vino e persino cannabis (legale). Il 2020 ci ha, sinora, riservato non poche sorprese, anche per quanto riguarda i consumi. In questo agile saggio, che si rivolge agli addetti ai lavori ma anche al lettore comune, Anna Zinola offre la prima panoramica completa e accurata sui consumi degli italiani post coronavirus. E racconta come tutto è cambiato. A cominciare dalla spesa, che dapprima ha subìto l’effetto bunker (con il carrello stipato di carta igienica, pasta e tonno in scatola) per poi adattarsi ai nuovi ritmi e riti del lockdown (con grandi scorte di farina, lievito e tinture per capelli) e, infine, assestarsi su una nuova normalità. Ma a mutare è stato anche l’approccio alla moda e al lusso, che sta cercando declinazioni inedite, più vicine alle nuove sensibilità dei consumatori. Chi è uscito vincente da questa situazione? Sicuramente l’e-commerce, che ha recuperato nell’arco di poco tempo un gap di anni, i negozi di vicinato, che hanno saputo rispondere con efficacia alle esigenze dei consumatori, e il delivery, che ha coinvolto molteplici categorie. Senza dimenticare tutto ciò che ha a che fare con la salute e il benessere: dagli integratori ai farmaci sino ad arrivare a guanti e mascherine. A soffrire sono stati, invece, il mondo del fuori casa (ristoranti, pizzerie, bar, gelaterie) e degli eventi live (teatro, musica, sport). Ma la rivoluzione – se così possiamo chiamarla – è solo all’inizio. Quanto accaduto sinora è destinato a incidere a lungo sugli atteggiamenti e i comportamenti dei consumatori.</p>
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		<title>La rivoluzione nel carrello</title>
		<link>https://test.guerini.it/prodotto/la-rivoluzione-nel-carrello/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 04:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Poco più di un decennio è passato dalla crisi del 2008, un cataclisma che ha cambiato profondamente i consumi delle famiglie, ed eccoci di nuovo. Proprio mentre ci stavamo assestando su nuovi abitudini, riti e stili di vita, arriva l’inaspettato. Come cambia il carrello degli italiani ai tempi del Coronavirus? Che identikit di consumatore si profila in questo scenario così mutevole, i cui effetti psicologi e sociali, oltre che economici, non potranno che dispiegarsi sul lungo periodo? Anna Zinola, docente ed esperta, attiva nella consulenza nell’ambito dei consumi da oltre vent’anni, ripercorre le trasformazioni più recenti che hanno ridisegnato il nostro modo di fare acquisti, arrivando a toccare la nuova inusitata situazione che tutti stiamo vivendo. Perché da come riempiamo i carrelli – e svuotiamo gli scaffali – è possibile comprendere molto di noi.</p>
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		<title>La rivoluzione nel carrello</title>
		<link>https://test.guerini.it/prodotto/la-rivoluzione-nel-carrello-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mv]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2020 14:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono trascorsi dieci anni dall’inizio della «grande crisi». Un cataclismache ha riorientato i consumi delle famiglie. Al punto che possiamo parlare di un nuovo consumatore, che si distacca in tanti modi dal passato. È cambiato il carrello della spesa, dove si trovano alimenti pronti e frutta bio, dove aumentano i prodotti destinati a cani e gatti e diminuiscono quelli per i bambini. Ed è cambiato il modo di fare acquisti: il rito dellaspesa grossa settimanale all’ipermercato è stato abbondonato per puntare sulla diversificazione dei luoghi di acquisto. Si sono modificate le scelte, che oggi premiano i prodotti e i servizi legati al tempo libero e al benessere personale. In una parola, all’esperienza. Non solo: alcuni beni, in passato ritenuti fondamentali, hanno perso, almeno in parte, il loro valore simbolico. L’auto, per esempio: per i ventenni non è più uno status symbol. Il suo posto è stato preso dalla tecnologia: meglio uno smartphone di ultima generazione (con cui informarsi, condividere, chattare) della patente. Sono solo alcuni dei temi che attraversano il libro. Gli argomenti (e gli interrogativi) sono tanti. Certo è che il consumatore di oggi è molto diverso da quello pre-crisi e, se anche i redditi tornassero ai livelli dei primi anni 2000, gli acquisti non sarebbero più gli stessi. Insomma, indietro non si torna. La crisi economica, congiunta alle nuove spinte culturali, ha ridisegnato la geografia dei consumi. Sta a noi trovarne le coordinate.</p>
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